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Manutenzione del verde pubblico

La manutenzione del verde pubblico comprende tutte quelle attività che mantengono in efficienza le aree verdi pubbliche, come i parchi, i giardini, i viali alberati, il verde di pertinenza stradale e degli edifici pubblici. Le aziende di giardinaggio che di occupano della manutenzione del verde pubblico quindi, oltre a considerare l’aspetto estetico, devono tenere conto del profilo agronomico delle aree verdi sulle quali intervenire e dei requisitici di igiene e sicurezza che richiedono.

La manutenzione del verde pubblico si divide in manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. Quella ordinaria comprende lo sfalcio dell’erba, la potatura di siepi e arbusti, il diserbo, il taglio della vegetazione spontanea e la scerbatura delle aiuole. La manutenzione straordinaria comprende invece, l’abbattimento delle piante che rendono difficoltosa la viabilità delle strade, interventi di potatura e taglio di rami potenzialmente pericolosi e la messa a dimora di nuove piante.

Manutenzione dei campi sportivi con Mirko Ravicini

La manutenzione del verde è fondamentale anche per gli impianti sportivi come campi da calcio, campi da golf, campi da rugby e parchi verdi. Di solito la manutenzione viene effettuata quando terminano i campionati e ha lo scopo di riparare ai danni che si sono verificati sul tappeto erboso. Il lungo periodo di sfruttamento e l’intenso calpestio, infatti, modificano la struttura fisica del substrato esempio Mirko Ravicini.

Gli interventi da effettuare sull’area verde per la sopravvivenza del tappeto erboso sono:

  • Concimazione: va eseguita nel periodo di massima crescita dell’erba, di regola nel mese di maggio;
  • Carotatura: consiste nel fare dei buchi nel terreno con apposite macchine, che con apposite fustelle estraggono una carota di terra. In questo modo si limitano gli effetti del compattamento causato dal calpestio dei giocatori, migliorando gli scambi gassosi tra suolo e atmosfera, diminuendo la formazione dei ristagni idrici superficiali e permettendo la penetrazione in profondità degli elementi nutritivi. Un altro vantaggio di quest’operazione è quello di creare delle zone, in corrispondenza dei fori, adatte all’insediamento di nuove piantine, che in questo modo possono crescere più velocemente, dimezzando i tempi di recupero della struttura sportiva. Le carote di terreno inoltre, possono essere anche riutilizzate come top-dressing. Per questo tipo di intervento il terreno deve essere umido, ma non saturo di acqua per evitare la demolizione della struttura del suolo.
  • Sabbiatura o top dressing: si esegue dopo la carotatura e consiste nel distribuire la sabbia silicea sull’intera superficie del campo per riempire i fori, attraverso appositi rimorchi spargi sabbia.
  • Trasemina: viene effettuata dopo le operazioni di carotatura e sabbiatura, ma solo se in primavera non sono stati eseguiti trattamenti diserbanti antigerminello. La trasemina viene eseguita con apposite seminatrici muniti di lame, che aprono dei piccoli solchi nel terreno e vi fanno cadere il seme. Questa operazione è utile per contrastare la nascita delle infestanti negli spazi lasciati liberi dalle operazioni di carotatura.
  • Irrigazione: è l’ultimo step dopo la semina. Il terreno si deve mantenere sempre umido, effettuando irrigazioni leggere, ma frequenti (anche 5 volte al giorno).

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